D I A M A N T E

 

Il diamante è la pietra più dura in natura infatti nella scala di Mohs gli è assegnata la più alta durezza cioè 10, è in grado di incidere qualsiasi altra pietra o gemma mentre nessun altra lo può scalfire anche se è una pietra molto sfaldabile e quindi se riceve un urto in un punto preciso (anche casualmente) si può facilmente spezzare.
E' composto di Carbonio allo stato puro
e si forma attraverso l'esposizione per migliaia di anni al calore e alla pressione. La sua cristallizzazione avviene nel sistema Cubico, prevalentemente a ottaedro, il suo indice di rifrazione è molto alto e pari a 2,417 ed il suo peso specifico è pari a 3,52 variabile. E' una delle poche pietre monorifrangenti. Può essere fosforescente e no e la sua dispersione è pari a 0,044.
Il Diamante possiede la capacità di riflettere l'intero spettro luminoso che non ha eguali tra le altre gemme. Questa gemma se esposto ad alcuni tipi di radiazioni,diventa fosforescente.

 

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Cristallo su Kimberlite

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Vari colori grezzi

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Vari Tagli

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Diamanti

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Kohinoor

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Gran Mogol

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Orloff

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Cullinam
 

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Fiorentino

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Reggente

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Regent

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Tiffany

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Verde di Dresda
 

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Stella del Sud

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Hope

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   Briolette

 


Trattamenti

Nel Marzo 1999 ,un nuovo tipo di diamante trattato cominciò ad essere commercializzato dalla Pegasus Overseas limited (POL) di Anversa (BELGIO),una ditta sussidiaria della Lazare Kaplan International (LKI). Questo nuovo trattamento (HPTP), che era stato sviluppato inizialmente dalla General Electric (GE) migliora sensibilmente l’aspetto relativo al colore infatti se utilizzato su diamanti naturali dai colori J, K ed inferiori diventano D, E o F, i migliori della scala di classificazione.
I diamanti così trattati dovrebbero essere riconosciuti in quanto riportano sulla cintura una iscrizione laser recante le iniziali dei nominativi delle ditte che hanno brevettato il trattamento; ovvero la sigla : GEPOL, ma purtroppo non sempre questo si verifica, in quanto tale sigla si può abradere facilmente, o perché altre ditte che producono lo stesso trattamento ,immettono nel mercato diamanti  così trattati privi di ogni rivelazione.
Il processo di trattamento fa riferimento all’uso di alte pressioni e alte temperature come quelle che si possono verificare in natura infatti, il colore di un diamante può essere condizionato da normali processi geologici, come variazioni di pressione e temperatura che possono modificare la struttura del reticolo cristallino con conseguenti sostituzioni e vacanze di atomi di carbonio. Così i diamanti che presentano questi difetti strutturali, modificano l’assorbimento della luce e quindi il colore di un diamante.

Generalmente ,i diamanti che presentano queste caratteristiche appartengono al gruppo II A (privi di azoto o in quantità molto limitate
) che in relazione ai difetti strutturali rilevati si possono presentare con colori diversi: brunastro, grigio ,giallo e rosa. Il colore comune più rilevato è quello brunastro seguito dagli altri colori. In assenza dei suddetti difetti strutturali i diamanti appartenenti al summenzionato gruppo non assorbono luce visibile, pertanto sono incolori.
Quindi, lo scopo del trattamento è quello di eliminare quei difetti del reticolo cristallino che causano i così detti centri di colore caratterizzati da vacanze di atomi di azoto associate a sostituzioni di atomi di carbonio con atomi di azoto. Pertanto,
sottoponendo questi diamanti ad un sistema di alte pressioni e alte temperature si ottiene un
risanamento del reticolo cristallino attraverso una controllata deformazione degli atomi di carbonio. Così
vengono eliminati i centri di colore responsabili della colorazione brunastra (e altri colori) dei diamanti del
gruppo II A.

Sintesi

Fino agli anni sessanta, il diamante era per definizione una pietra naturale ma negli anni ottanta comparsero sul mercato i primi diamanti sintetici creati con il sistema alta pressione alta temperatura.
Con questo sistema, che suscitò l'interesse di scienziati e ricercatori, si ricrearono le condizioni naturali di formazione del diamante e quindi la ricostruzione sintetica di cristalli uguali a quelli naturali.
La maggior parte di questi cristalli,  hanno particolari difetti del reticolo cristallino  che determinano colorazioni tendenti al bruno e fluorescenze anomale.

Ulteriori trattamenti a oltre 2100°C ed altissima pressione, correggono la struttura reticolare e migliorano la colorazione di alcuni di questi cristalli che divengono bianchi (su diamanti naturali dai colori J, K ed inferiori si passa a colorazioni  D, E o F) e una volta tagliati si scambiano sul mercato ad un prezzo di circa il 30% inferiore a quelli naturali.


L’identificazione del trattamento Gepol

Per quanto riguarda il riconoscimento del trattamento Gepol, se si fa riferimento ad una strumentazione gemmologica convenzionale, si può ipotizzare l’avvenuto trattamento, solo se si individuano ad un microscopio a polaroid incrociati linee o bande di geminazione intersecantesi ad angolo retto, che formano una tessitura del tipo tatami (caratteristica di riconoscimento dei diamanti  del gruppo IIA ) associata ad un elevato grado di colore dellapietra in esame.
Per avere risultati più attendibili, sulla base delle indicazioni fornite dal laboratorio Gubelin di Lucerna pubblicate sull’articolo “Gepol diamonds: before and after” di Gems & Gemology (primavera 2000), si dovrebbe far riferimento a laboratori specializzati che siano in grado di eseguire prove di fotoluminiscenza, catodoluminiscenza e rilevazione di singoli atomi di azoto nel reticolo cristallino dei diamanti esaminati.
Tali prove di analisi sono nella maggior parte dei casi determinanti per l’identificazione del trattamento.

Fotoluminiscenza

Tecnica ,attraverso la quale, usando un sistema di spettrofotometria Raman, si misura l’intensità della luce emessa dalla gemma in relazione all’eccitazione prodotta da radiazioni ultraviolette e da luce visibile, tramite l’uso di vari tipi di laser, e con misurazioni eseguite alla temperatura dell’azoto liquido (-196°) per ottenere una maggiore risoluzione dei dati.
Le rilevazioni vengono eseguite nello spettro compreso tra 245 nm. e 700 nm tramite l’uso di tre laser ad eccitazione diversa (244nm-325 nm-514/532 nm) per coprire interamente tale intervallo.
Facendo riferimento ai picchi evidenziati a 400 nm, a 500 nm che appaiono molto ridotti in caso di trattamento, e in particolare modo al rapporto dei picchi di 575 nm e 637 nm (che sono identificativi dei centri di colore), si può identificare, nel caso in cui tale rapporto sia inferiore a 1, una significante riconfigurazione del reticolo cristallino. Infatti, tale rapporto, se inferiore a 1 indica diamanti trattati (generalmente varia da 0,3 a 0,7) che hanno subito una notevole riduzione, o completa eliminazione dei centri di colore, se superiore a 1 (generalmente varia da 1,7 a 7,7) indica diamanti non trattati del tipo IIA.

Catodoluminiscenza

Tecnica che sfrutta l’emissione di luce dalla superficie della gemma ,quando questa viene eccitata da un fascio di elettroni provocati da un luminoscopio, attraverso la quale alcune proprietà intrinseche della gemma, come difetti del reticolo cristallino e impurità vengono evidenziati da centri di luminiscenza di colore variante da blu forte-blu forte gessoso per diamanti trattati, e da giallo-bianco a blu medio-bianco per diamanti non trattati.
Anche attraverso le rilevazioni della spettrocatodoluminiscenza, è possibile distinguere i diamanti gepol tramite un picco osservabile a 430 nm., da quelli non trattati tramite l’osservazione di due picchi a 430 nm.(zona del blù) e 520 nm.(zona del verde).

Presenza di singoli atomi di azoto

Infine, anche la presenza di singoli atomi di azoto nel reticolo cristallino di un diamante che non sia del tipo I B
sono prova concreta di trattamento
,in quanto singoli atomi di azoto sono compatibili solo con i diamanti per lo più
sintetici di color giallo canarino del tipo I B, pertanto la presenza di singoli atomi di azoto in diamanti Gepol può essere spiegabile solo con il prodotto di dissociazione di aggregati di azoto (verificatosi durante il trattamento) che erano inizialmente presenti in piccole concentrazioni nei diamanti non trattati del gruppo II A. La presenza dei suddetti atomi viene rilevatatramite l’uso di
spettrofotometri a VIR  o a UV/VIS attraverso picchi riscontrabili rispettivamente a 1344 cm-1 e a 270nm.

Quindi, in relazione alle prove di analisi effettuate dal laboratorio Gubelin di Lucerna, si può affermare, che l’identificazione del trattamento Gepol, per quanto potesse sembrare complicato inizialmente, attualmente, nella maggior parte dei casi, facendo riferimento a laboratori specializzati non dovrebbe  presentare difficoltà.

Cristalloterapia

In Cristalloterapia è detto il " Re dei Cristalli"  intensifica ed attiva le energie interne di ciascuno attraverso la sua purezza di vibrazione. La migliore qualità di Diamante e’ connessa alle migliori qualità personali ed alle azioni di ognuno. Quando è regalato liberamente, il potere del Diamante è attivato e può essere usato per manifestare l'abbondanza ed aumentare lafiducia personale. È un gettone dell'amore di ciascuno verso un altro, e migliora ed irradia la bellezza di chi lo indossa.Il Diamante è conosciuto anche per l'invincibilità, mentre rappresenta la forza della vita (il prana). Potente amplificatore di pensiero, la sua capacità di vibrazione è sempre focalizzata sul cervello ed influenza tutto il sistema nervoso, risveglia la forza vitale.
E' indicato per
tutti i 7 Chakra e in particolare per il 7° Sahasrara al quale è particolarmente connesso, scioglie tutti i nodi energetici che impediscono ogni avanzamento e progresso, esso possiede un potere ineguagliabile nell'intensificare qualsiasi energia con cui viene a contatto. Disperde le negatività, purifica l'aria, il corpo fisico ed eterico, riflette il piu' alto sè, si allinea con la volontà e il potere di Dio; maestro e guaritore, è infatti una pietra dall'enorme potere di guarigione, benefico sullo spirito elimina la rabbia e da forza, riconcilia l’amore, aumenta le difese immunitarie, la potenza fisica, mentale e spirituale.

Cenni Storici e curiosità.

L’etimologia del suo nome trova riferimento nella indomabilità della pietra e ciò perché gli antichi non conoscevano materia che fosse capace di intaccarlo e di lavorarlo.Il diamante era conosciuto in Oriente in tempi assai remoti ( circa 3000 anni a. c. ) mentre in Occidente si conobbe soltanto dopo le spedizioni di Alessandro Magno. Presso alcuni popoli anticamente fu custodito quasi religiosamente dagli sposi e dagli amanti, poiché ad esso veniva attribuita la facoltà di accrescere e di rendere duraturo l’amore, presso altri il possesso del diamante fu ritenuto invece unico mezzo per scoprire l’eventuale infedeltà della donna.
Proprietà altrettanto fantastiche venivano attribuite alle sue polveri, ritenute velenosissime, tanto da uccidere, se ingerite in piccola quantità, un uomo di perfetta costituzione. Anche presso gli indiani trovava molto credito tale proprietà del diamante, a tal punto da ritenerlo il piu’ potente veleno, infallibile ed il meno doloroso. Nel XV secolo, questa credenza fu spiegata dal
Biringuccio, naturalista e meccanico fiorentino, il quale ammise che la polvere di diamante può portare alla morte, ma non come veleno, bensì per le corrosioni che essa produce allo stomaco. Il diamante fu considerato, piu’ o meno in tutte le epoche, quale emblema di forza, potenza e vittoria pare però che tali proprietà si rivelino piu’ intense se la gemma è regalata anziché acquistata.
Cura la peste e la stregoneria ma haimé, se reso polvere con del sangue di capra, diviene un veleno senza cura;
sempre a proposito di capre secondo il Lapidario Estense esso poteva essere spezzato solo sacrificando una capra e bagnando la pietra nel suo sangue.


 

Diamante Inclusioni

 



 

 

 

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