G
I A D A
| Sistema Cristallino |
Monoclino | Assi |
Biassica |
| Durezza |
6,5
- 7 Giadeite 6 - 6,5 Nefrite |
U.V.A. | FL
debole Giadeite Inerte Nefrite |
| Peso Specifico |
3,34
Giadeite 2,95 Nefrite |
Formula |
Silicato di Alluminio e Sodio |
| Rifrangenza |
Birifrangente | Pleocroismo |
|
| Indice/i Rifrazione |
1,660
- 1,680 Giadeite 1,606 - 1,632 Nefrite |
Frattura |
|
| Elemento Cromoforo |
Cromo | Numeri Caratteristici |
La Giada generalmente è un silicato di calcio e magnesio e si divide in due varietà, Giada Nefrite e Giada Giadeite. Allo stato di purezza dovrebbero essere bianche entrambe ma raramente lo sono e si ha una vasta gamma di colorazioni che vanno dal grigio-nero al nero assoluto al grigio-verde al verde scuro nerastro, raramente all'azzurro, al giallo-arancio al bruno scuro al giallo intenso chiaro e uniforme. In genere comunque vi è una presenza simultanea di differenti pigmenti che provoca una grande varietà di sfumature di colore, raramente e solo la Giadeite presenta un brillante color rosso dovuto a un'impurezza di cromo o un color verde smeraldo molto pregiato (a volte usata per sostituire lo stesso smeraldo). Il nome odierno cinese per la giadeite è "fei-ts'ui"che è il nome antico di un martin pescatore.
Furono i Portoghesi ad importare le prime giade in Europa attorno al 16° secolo dalla Cina ma là conosciuta sin dal neolitico ossia circa da 45 secoli. La giada era considerata dai cinesi non solo un bene prezioso ma possedeva leggendarie proprietà taumaturgiche e medicamentose, la sua grande durezza la sua incorruttibilità e quella soave lucentezza oleosa esercitavano un fascino eccezionale, lo stesso carattere cinese Yu con il quale era designata significava pure gemma o tesoro; il nome con il quale era designata dai cinesi era Chen Yu e per semplice contatto con la pelle avrebbe dovuto preservare da malattie renali e garantire una normale e regolare diuresi. Tale leggenda accompagnò la giada in Portogallo e credendo a tale virtù tale pietra fu chiamata "pedra de mijada" ( pietra urinaria) e per corruzione della lingua Giada. In seguito nella classificazione in latino fu denominata "Lapis Nephriticus" da cui il nome moderno di Nefrite.
Dal Sudamerica si importò invece un altro tipo di giada detta Giadeite, una varietà ancora più dura della giada nefritica con una composizione chimica differente e con maggior trasparenza e maggior brillantezza. Giada e giadeite sono inalterabili nel loro habitat ma nei pezzi lavorati, conservati in tombe o semplicemente sotterrati, con un lentissimo processo di ossidazione o carbonatazione l'aspetto e la struttura si alterano e si cominciano a formare alla superficie delle chiazze opache che tendono a invaderla e poi a penetrarla in profondità(calcificazione o degradazione evolutiva), si parla naturalmente di pezzi che hanno almeno un millennio!
![]() Giada Giadeite cabochon |
![]() Giada Nefrite cabochon |
![]() Giada Giadeite Tessitura seta |
![]() Nefrite Disco rituale Pi periodo Stati Combattenti |
![]() Nefrite Disco rituale Pi periodo Stati Combattenti |
![]() Nefrite Pi a largo foro centrale dalle tombe regali di Anyang |
![]() Pendente con draghi mitologici Epoca Sung |
Nefrite
Pendente a forma di drago |
![]() Pendente a forma di cervide. Tardo Chou |
![]() Giadeite statua |
![]() Nefrite Pi a forma d'ascia Periodo dei Chou Occidentali |
![]() Giada Giadeite Maschera sudamerica |
![]() Giadeite aggregati Birmania |
![]() Nefrite Bracciale |
Lapidari
- Tradizioni - Leggende
Il taglio
e la lapidazione della giada erano eseguiti in Cina manualmente mantenendo sulla
superficie da incidere un unguento grasso a cui veniva incorporata della fine
polvere abrasiva ottenuta polverizzando granati e frizionando continuamente
con una stecca di bambù o osso. Questi meravigliosi oggetti erano considerati
con riverenza e quasi timore e chiamati letteralmente "opera
di spiriti". Il grasso usato si
tramanda fosse grasso di rospo ucciso in un tempo e con un metodo strettamente
determinati. Il connubio rospo-giada deriva dalla complessa mitologia taoista
in quanto il rospo era considerato come un prezioso barometro annunciatore della
pioggia, inoltre vi sono numerose leggende che lo riguardano come quella di
Ch'ang Ho giovane sposa del famoso arcere
dell'imperatore K'u; una
sera mentre costei ammirava la luna in procinto di essere oscurata da un'eclisse
totale volle salvarla dall'oscurità e rubò l'arco dal fianco del suo famoso
sposo e il vaso contenente l'elisir d'immortalità a lui donato per i servigi
resi all'imperatore e fuggì nella luna dove fu mutata in rospo. Lì visse in
solitudine con l'unica compagnia della Lepre
di Giada o Yu-t'u che macinava questo prezioso materiale per farne
l'elisir di Vita Eterna.
Antichissime cronache,
tramandatesi nei secoli sempre più ricche di fantastiche leggende, parlano anche
di un meraviglioso coltello chiamato K'un Wu
che tagliava la giada come se fosse creta e la tradizione fa risalire a Yu
il Grande, fondatore della prima dinastia cinese degli Hsia, verso
la fine del III millennio, il possesso di tale meraviglioso utensile. La ricerca
dei ciottoli
alluvionali di questo materiale era affidata alle donne perchè, sempre per una
tradizione leggendaria, si riteneva che la giada fosse sensibile all'attrazione
femminile.